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Pensioni: le nuove regole della previdenza

Secondo Il Sole 24 ore, la modifica dei piani pensionabili dal 2011 al 2015, risentirà di sensibili cambiamenti che riguarderanno sia l’aumento dell’età pensionabile (per uomini e donne fino a 65 anni), sia la modifica dei coefficienti di trasformazione, meno favorevoli rispetto ai precedenti. In sostanza gli assegni saranno destinati a ridursi in modo rilevante, questo a causa del tasso di sostituzione della previdenza, ovvero  di quel rapporto tra l’ultimo stipendio e la prima rata della pensione.

Oggi l’assegno calcolato copre l’80% netto dell’ultimo stipendio, nel 2050 non supererà il 70. Con l’emendamento del decreto legge 78, dal 2012 donne e uomini arriveranno al pensionamento a 65 anni, mentre per le donne “statali” almeno fino al 2011, ne basteranno 61. Poi, dall’anno successivo, ci sarà di fatto un blocco di quattro anni delle pensioni di vecchiaia.

Requisito fondamentale per l’interruzione del lavoro sarà tuttavia l’anzianità che dovrà avere un tetto minimo di 35 anni per le dipendenti pubbliche. La manovra economica, in questi giorni all’esame del Parlamento, avrà quindi l’obiettivo di allungare la permanenza al lavoro e soprattutto di contenere la spesa, attraverso  una riforma permanente che cambierà gradualmente le attuali regole della previdenza.
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