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Pensioni azzerate o alleggerite, per l'inps è tutto ok

Pensioni azzerate o rese molto leggere dalle trattenute operate ad opera dell'Inps: questa la segnalazione del sindacato pensionati della Cgil, che ha reso noto quanto sta avvenendo ormai dal mese di gennaio.

Lo stesso sindacato ha poi affermato di aver appreso dall'Inps che gli errori riscontrati sarebbero dovuti all'errato funzionamento della nuova piattaforma fiscale. Inoltre ha invitato gli interessati a rivolgersi alle sue strutture territoriali, al preciso fine di porre rimedio ad una situazione che sta seminando gravi disagi in una platea così particolare. Allo stesso tempo, il maggiore sindacato italiano ha invitato l'Inps ad attivarsi fattivamente per rimediare alla situazione.

La risposta dell'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale è arrivata a stretto giro di posta, affermando come in realtà non esista alcun errore imputabile alle proprie strutture. Inoltre ha affermato, nella nota rilasciata all'uopo, come l'istituto abbia proprio di recente provveduto a specificare il procedimento mediante il quale vengono applicati i conguagli fiscali relativi al termine del 2016 che vedono proprio l'Inps in veste di sostituto d’imposta. Sarebbe la stessa legislazione fiscale a disciplinare del resto tale procedimento, prevedendo espressamente come nel caso degli incapienti si possano verificare casi in cui l'assegno venga del tutto azzerato.

Proprio la normativa in vigore, infatti, darebbe luogo alla rateizzazione esclusivamente per coloro che godono di un assegno pensionistico tale da non superare i 18mila euro lordi all'anno. In casi di questo genere, il procedimento adottato è quello che vede l'effettuazione di una dilazione per undici rate di analogo importo e senza interessi. In pratica, l'Inps applicherebbe la normativa esistente con conseguenze ben precise sui trattamenti tali da eccedere la soglia indicata per legge. In questo caso, avverrebbe un prelievo unico e nel caso quanto dovuto dall'interessato ecceda l'importo dell'assegno, lo stesso sarebbe pari a zero.

Che è esattamente quanto accaduto nei casi indicati dal sindacato pensionati della Cgil. Ora si attende la replica da parte sindacale, in quella che potrebbe presto diventare una vera e propria battaglia.
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